La cliente

Le mie giornate passavano tra lavoro d’ufficio e gran scopare. Dopo l’esperienza con il primo cliente il mio capo era diventato sempre più esigente e pretendeva da me ogni cosa lecita e non nel sesso.
Quel pomeriggio ero sola, il capo fuori città e io stavo cercando di portarmi alla pari con tutte le pratiche che avevo accumulato tra una scopata e l’altra.
Il citofono suona, una voce femminile mi chiede di entrare perché ha un’appuntamento con il “Dottore”.
Le apro la porta e le dico subito che il Dottore è fuori città ma se posso comunque esserle utile, di accomodarsi pure.
Quella che mi sono trovata davanti è uno splendido esemplare di femmina italiana, occhi scuri, carnagione olivastra, un paio di tette sode strette in una vertiginosa scollatura e un culo da libidine che mi fa pensare subito a quanto mi piacerebbe leccarglielo.
Mi accomodo di fianco a lei e lascio che mi esponga le sue problematiche non tralasciando di lamentarsi per l’assenza del mio capo. Sembra che si conoscano bene i due, chissà se anche lei ha assaggiato il suo uccello.
I miei occhi non si staccano dal suo seno marmoreo, spiano sotto quella camicetta aderentissima dove si intravedono le punte dei suoi capezzoli.
Anche lei non è da meno, i suoi occhi scivolano spesso sullo spacco della mia gonna che lascia intravedere parte della mia coscia accavallata maliziosamente sull’altra.
Si complimenta con me per il mio abbigliamento e ammiccando mi dice di quanto sia elogiata dal Dottore per essere un’ottima segretaria… sotto tutti i punti di vista, soprattutto sotto… la sua mano si infila nel mio spacco e sale accarezzandomi la coscia fino allo slip.
Io già sono in fiamma, la mia mano si allunga sotto la sua camicetta e raccoglie come una coppa un seno duro, turgido, sento il suo capezzolo irrigidirsi tra i polpastrelli delle mie dita.
La mia lingua le sfiora il lobo dell’orecchio, scivola sul suo collo, risale a leccare vogliosa le sue labbra carnose intrecciandosi con la sua lingua calda.
Le nostre lingue si cercano, si succhiano dolcemente, morbidamente le mie mani accarezzando entrambi i suoi seni mentre le sue dita scivolano tra le mie gambe in quel lago che sta crescendo per l’eccitazione. Con l’altra mano mi sta slacciando la camicia.
La mia lingua abbandona la sua bocca e scende sul suo seno, i capezzoli tra le labbra, lecco, succhio eccitata dal suo profumo di femmina.
Lei sta godendo si abbandona sulla sedia, con una mano nei miei capelli accompagna il mio dolce succhiare.
Sono eccitata come una gatta in calore. La faccio alzare in un attimo le sfilo camicetta e pantaloni. Lei resta lì in piedi davanti a me con una completo intimo mozzafiato, voglio scoparla così senza spogliarla. Seduta davanti a lei lecco il suo slip, lei ansima, la mia lingua calda lecca e succhia il suo clitoride, lo sento indurirsi, la sento godere.
La faccio girare, il suo splendido culo in quel perizoma è fantastico. Si inginocchia a pecorina sulla sedia e io inizio a leccargli il buco mentre con le dita scivolo deliziosamente nella sua figa bollente, la mia lingua entra dentro tutta fino in fondo, le dita scivolano tra il suo pelo nerissimo, gode la porca dio se gode, mi chiede di non fermarmi di farla venire ancora, che sono fantastica, che neanche il mio capo l’ha mai fatta godere così.
Si abbandona esausta sulla sedia mentre io in piedi davanti a lei mi sto masturbando ancora vestita con la gonna sollevata. Lei mi guarda eccitata, si inginocchia davanti a me e mi ficca due dita nella figa mentre con la lingua inizia a succhiarmi il clitoride. La tengo per i capelli non voglio che si fermi, voglio venirle in bocca, la sua lingua mi sta scopando come non mai e io vengo gridando di piacere.
Ci fumiamo una sigaretta guardandoci intensamente e baciandoci per non perdere l’eccitazione.
Dall’armadio chiuso a chiave prendo uno strabiliante cazzo di lattice, autoriscaldante con tanto di cintura applicabile.
La sbatto sulla scrivania a cosce aperte, la lecco scendendo fino alla sua figa e poi dopo aver sistemato quello splendido aggeggio, in piedi contro la scrivania glielo punto tra le cosce e lo spingo dentro dolcemente. Inizio a montarla come un uomo, i nostri seni sfregano indurendosi, le lingue si intrecciano, lei gode sotto i miei colpi, la tengo per le chiappe mentre furiosamente la monto, le viene sotto quei colpi violenti, eccitata dalla mia lingua che passa furiosamente dalla sua bocca ai suoi capezzoli e io vengo con lei un numero infinito di volte.
Le è piaciuto ora però vuole ricambiare, vuole montarmi a pecorina come piace a me, in piedi appoggiata a quella enorme scrivania mi lecca la figa dal dietro facendo scivolare la sua lingua su e giù dal culo alla figa. Eccolo, lo splendido cazzo scivola tra le mie gambe; ora è lei che mi monta furiosamente e poi senza dare nessun preavviso lo sfila velocemente e me lo sbatte con forza nel culo.
Godo, una donna mi sta inculando, mi sta montando e facendo godere più di un uomo e io vengo come una porca.
E’ stata la prima esperienza “lavorativa” femminile, ma devo dire che ne è valsa veramente la pena.