Un insolita domenica mattina…

Il sole filtra gioioso tra le persiane, è una tranquilla domenica mattina milanese e mi stiro pigra nel letto caldo. Allungo una mano per accarezzarlo ma lui non c’è e, infastidita, mi sveglio definitivamente. Mi sistemo la sottoveste nera di seta, un suo regalo, e mi alzo per andare a cercarlo.
Mi affaccio in cucina e lo vedo intento a preparare la colazione. Mi fermo un attimo a guardare il mio uomo in quella insolita posa casalinga e il mio malumore scompare immediatamente, sostituito da un improvviso, pulsante desiderio. Osservo le sue mani che si muovono e il suo viso assorto. Immagino quelle stesse mani che scivolano, calde, sui miei seni. Immagino la bocca scorrere tra le mie gambe. Il mio corpo risponde pronto a queste insolite fantasie e sento la vagina aprirsi e gli slip umidi.
Mi sfugge un gemito e lui si gira, sorpreso, a guardarmi. La stanza è inondata di sole ed è tutto stranamente surreale. A quel punto decido di agire e gli poso un dito sulla bocca per fargli capire di non dire nulla e di stare al gioco. Lui, notando la mia espressione vogliosa, sorride intrigato.
Mi stringo a lui, strusciandomi lungo il suo corpo e attirandolo a me. Sento il suo sesso reagire prontamente ed inturgidirsi. Mi siedo sul tavolo e gli avvolgo le gambe intorno ai fianchi e sento tutta la sua eccitazione, ormai impaziente. Lo bacio con foga, mordendogli le labbra e leccandolo mentre le sue mani cercano i miei capezzoli ormai completamenti eretti. Mi toglie velocemente la leggera sottoveste e i miei seni sbocciano dal reggiseno.
Con una leggera pressione indirizzo la sua bocca verso di loro e inizia a mordermi delicatamente i capezzoli provocandomi forti brividi di piacere. La delicata pelle del seno presto si arrossa al contatto della sua ruvida barba e questo non fa altro che eccitarmi ancora di più. Stacca la sua bocca dal mio seno solo per togliersi la maglietta che indossava e rimanere a petto nudo. il contatto con la sua pelle morbida e calda mi porta a gemere piena di voglia.
Gli sussurro all’orecchio frasi e parole che non aveva mai sentito uscire dalla mia bocca, e sussulta sorpreso. Il suo grosso cazzo è sempre più duro e pressante e questo mi fa capire quanto mi desidera.
Inizio a sfilargli i pantaloni e quando vedo gli slip aderenti appesantiti da un erezione fortissima non resisto e glieli abbasso fino alle ginocchia costringendolo, nello stesso tempo, verso un angolo della cucina. A quel punto mi inginocchio davanti al suo enorme uccello già umido di sperma e tenendogli le palle, con una mano, e l’asta, con l’altra, inizio a spompinarlo. Prima faccio scorrere la mia bocca lentamente, soffermandomi a leccargli la grossa cappella, poi aumento il ritmo e sempre più velocemente succhio quella enorme asta che a fatica mi entra tutta in bocca.
Intanto lui mi posa le mani sulla testa guidandomi nel ritmo e dando ogni volta una botta con i fianchi fino a farmelo prendere tutto. Ho la bocca completamente piena del suo sesso e ingoio avidamente le dolci gocce di sperma che precedono l’eiaculazione imminente. Lo sento gemere sempre più forte…
Anche se vorrei ingoiare tutto il suo sperma, scivolo via dal suo cazzo e inizio a leccargli i grossi testicoli pieni e maturi. Dopo poco mi alzo, mi slaccio definitivamente il reggiseno e mi sfilo gli slip ormai completamente bagnati. Rimanendo completamente nuda. Mi giro strusciandogli il culo sul cazzo, invitandolo a penetrarmi. Ma decide di prolungare ancora un po’ l’attesa portandomi sull’orlo dell’orgasmo così come avevo fatto poco prima con lui e questo mi fa impazzire. Lo prego di scoparmi e di farmi venire. Lui, allora mi guida di nuovo verso il tavolo e mi ci fa sdraiare a pancia in su, infilandosi tra le mie gambe e accarezzandomi il seno giù fino al pube.
Mentre mi strizza i capezzoli con forza tra le dita mi sfugge un gemito di dolore e di piacere. Lo supplico nuovamente di infilarmelo dentro e lui mi appoggia la sua grossa cappella proprio all’entrata dell’umido buco, facendola entrare appena, poi mi stuzzica ancora un po’, facendo scorrere il suo grosso cazzo lungo tutta la mia fessura, soffermandosi sul clitoride gonfio.
Poi, finalmente, mi afferra i fianchi e lo spinge tutto dentro facendomi sentire quanto è forte. Mi inarco e lo cingo con le gambe per costringerlo a spingere ancora più a fondo.
Inizia a pomparmi e io mi sento piena, lo sento grosso dentro di me. Gli dico che mi piace così, di farmelo sentire tutto e lui, ancora più eccitato, mi pompa sempre più velocemente.
Mi alzo appena per vedere la sua grossa verga scorrere dentro e fuori. L’asta è completamente bagnata dei miei umori e quando lui è in fondo dentro di me i nostri peli si confondono e il mio culo sbatte sulle sue cosce. I miei ansimi si fanno sempre più forti, ormai fatico a trattenermi…